Una panchina per Giulio Regeni e Cittadinanza Onoraria per Patrick Zaki

Giulio Regeni Patrick Zaki

Giovedì 10 dicembre abbiamo festeggiato la Giornata Mondiale dei Diritti Umani 2020, mentre il silenzio – anche e soprattutto a livello nazionale – attorno ai recenti sviluppi dell’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni e al prolungamento della reclusione di Patrick Zaki diventava assordante.

I rapporti politici ed economici con l’Egitto – impegnato a falsificare le prove per coprire il brutale assassinio di un nostro connazionale, Giulio, diventato poi un nostro fratello, un nostro caro amico, e che conferma la detenzione di un giovane studente, Patrick, che ama l’Italia e che ha scelto di studiare a Bologna – non sono e non possono essere più importanti dei Diritti Umani di libertà, inalienabili, intaccabili, e sanciti da Convenzioni naturali e politiche internazionali.

Sono partite, quindi, due importanti iniziative.

La prima porta avanti la proposta di Laps, poi confluita in Rinascita, “Una panchina gialla per Giulio”. Lo scorso agosto, tramite una campagna di crowfunding, sono stati raccolti i fondi per la realizzazione della panchina, simbolo di richiesta di verità sulla morte di Giulio Regeni e in memoria dello stesso. In ricordo del suo amore per la vita, per la cultura, per la sua curiosità e apertura verso gli altri, abbiamo individuato un luogo che lo rappresentasse appieno: l’esterno della Biblioteca comunale ospitata dal Palazzo dell’Orologio. A gennaio installeremo la Panchina, magari ospitando i genitori o i rappresentanti legali di Giulio.

La seconda, invece, chiede di riconoscere la Cittadinanza Onoraria del Comune di Pomigliano d’Arco per Patrick Zaki, illegittimamente in carcere per la sola “colpa” di aver espresso le sue idee nella sua tesi di laurea. Le autorità egiziane, ritenuto offensivo il lavoro di tesi, hanno prelevato Patrick in aeroporto a Il Cairo, bendandolo e ammanettandolo, e l’hanno torturato per 17 ore, con colpi allo stomaco, alla schiena e scariche elettriche.
Patrick vede incomprensibilmente negata la sua libertà dallo scorso febbraio e rischia, secondo le leggi egiziane, fino a due anni di reclusione, se non addirittura l’ergastolo.

Chiediamo, quindi, all’Amministrazione di prendere – come in molte altre città – una chiara posizione contraria ai forti silenzi di questi giorni, anche calando dai balconi del Palazzo Comunale i simboli di tale scelta.
Inoltre, chiediamo di appoggiare la richiesta della famiglia di Giulio Regeni di ritirare l’ambasciatore italiano a Il Cairo. Non è più accettabile che l’attuale governo egiziano continui a mascherare la verità sulla morte di Giulio e impedisca ad un giovane studente di ritornare alla sua vita.